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63Azioni

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performer Marco Tizianel

sound performer Chiara Cecconello

dramaturg Marco Gnaccolini

regia di Marco Caldiron

produzione Carichi Sospesi 2024

Nel campo delle arti visive, l’autoritratto è una rappresentazione dell’artista fatta dall’artista stesso. In teatro, gli attori e i registi di solito ritraggono persone che sono state scritte da qualcun altro. Ma come potrebbero gli artisti di teatro ritrarre se stessi?

63Azioni è un’opera teatrale di natura performativa, poetica e simbolica, che intende raccontare la parabola di una vita umana attraverso la serie di azioni esemplari tratte dalla poesia Vivere di Agota Kristoff, trasformandole in un diario poetico. Sulla base della storia personale del regista del gruppo, due performer in scena (un attore e una sound designer) sviluppano un poetico autoritratto di un’esistenza. Questa volta è il gruppo artistico a decidere cosa mostrare e cosa nascondere dalla propria storia personale, spesso usata per rappresentare le storie degli altri.

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Su richiesta è possibile ricevere il video integrale dello spettacolo

Note di regia

Nel campo delle arti visive, l’autoritratto è una rappresentazione dell’artista fatta dall’artista stesso. In teatro, gli attori e i registi di solito ritraggono persone che sono state scritte da qualcun altro. Ma come potrebbero gli artisti di teatro ritrarre se stessi? 

Abbiamo scelto di soffermarci su alcune tappe fondamentali della vita, compiendo un viaggio nella memoria attraverso una scrittura poetica ispirata alla poesia della Kristoff e alla forma-scrittura di alcuni testi di Peter Handke. Meccanismi scenici che attivano memorie, suoni e immagini (rigorosamente prodotte da un vecchio proiettore di diapositive) al fine di provare a comprendere la materia stessa della vita. 

Una vita nei suoi “pezzi di azione” guida il procedere temporale della performance, trattata essa stessa come un sistema di input più o meno controllati, volti a generare un accadimento circoscritto che messo in relazione con tutte le altre memorie può portare in scena l’esperimento di poter dare corpo ad una vita, cercando di raccontarla nella sua universalità.